Lo sciopero della fame continuerà fino ad un incontro con Abdullah Öcalan

La co-presidente del Partito Democratico delle Regioni (DBP) Sebahat Tuncel ha definito la dichiarazione per l’avvio dello sciopero della fame a tempo indeterminato del 5 settembre “un giorno storico“

Qui sotto i punti salienti dell’intervista rilasciata a DIHA :

“Oggi è un giorno storico”. Il movimento politico curdo e le forze democratiche sono giunte ad una decisione per porre fine all’isolamento del leader del popolo curdo.Abbiamo deciso di avviare uno sciopero della fame per un tempo di tempo indefinito , fino a quando ci sarà un incontro tra lui e i suoi avvocati o una delegazione.

Öcalan è un leader mondiale

“ Öcalan è importante: con i pensieri, idee e suggerimenti non è un leader solo per i curdi, ma un leader mondiale che lotta per la democratizzazione della Turchia ed il futuro del Medio Oriente.In questo senso rappresenta il futuro di tutti i popoli del Medio Oriente che si trova in isolamento sull’isola prigione di Imrali. Per queste ragioni, la sua salute e sicurezza sono un imperativo per il futuro del popolo curdo ma anche per la democrazia in Turchia.

Dobbiamo costruire un muro di difesa attorno a Öcalan

“ Il tema non è solo di ricevere le notizie da Öcalan , ma costruire le fondamenta e le condizioni per un ritorno ai negoziati; La situazione di Öcalan è di estrema importanza per realizzare questo; perciò quello che vogliamo inizialmente ottenere con lo sciopero della fame a tempo indeterminato è costruire una lotta vigorosa per la libertà e la democrazia che unificherà attorno allo sciopero della fame” ha affermato la said Tuncel.

Diversi partiti politici curdi e filo curdi e organizzaioni si sono radunate il 31 agosto per dichiarare l’avvio dello sciopero della fame con la partecipazione di 50 persone per “rompere il punto morto a riguardo della risoluzione della questione curda”.

Il precedente sciopero della fame ha aperto la via ai negoziati

Mentre alcuni commentatori e attivisti hanno sostenuto la decisione altri hanno affermato che è un’azione passiva che metterà le vita degli scioperanti in pericolo. Un simile sciopero della fame di 68 giorni nel 2012, che era stato lanciato da detenuti politici, a cui si erano uniti migliaia di altri in tutto il mondo, aveva aperto la via per i negoziati tra il movimento curdo e lo stato turco nel 2013.

KQD