Diario di Delegazione in ‪Kurdistan‬ frontiera turco-siriana:

Nella tarda mattinata del 20 il gruppo 3 e il gruppo 2 di Sanliurfa si sono incontrati con l’Associazione per i Diritti Umani “Insan Haklari Dernegi” nata nel 1988 che organizza attualmente circa 9000 volontari. La presidentessa dell’Associazione Nalan DURDU ha spiegato che dal 1991 sono stati uccisi più di 300 attivisti,. L’associazione segue più di 1600 detenuti politici, di cui 600 malati fra i quali 200 affetti da tumore (che non hanno cure ne possono essere assistiti).

Da quando c’è il terrorismo dell’ISIS l’Associazione si è mobilitata per i profughi curdi, ezidi ed arabi provenienti dall’Irak e dalla Siria ospitandoli sia presso le case della popolazione di Urfa o Suruc sia allestendo campi profughi. I militari turchi hanno cercato di impedire l’entrata dei profughi dalla frontiera respingendoli con la forza anche attraverso l’uso di idranti. Durante gli scontri con le forze turche la giovane attivista Kader Ortakaya è stata uccisa mentre cercava di aiutare la fuga dei profughi. Diversi episodi di indifferenza al dramma delle popolazioni in fuga dall’ISIS hanno caratterizzato l’atteggiamento dell’esercito turco fra cui il respingimento di un ragazzo curdo che necessitava di cure immediate avendo perso gli arti inferiori. In modo particolare l’esercito turco ha impedito il passaggio degli aiuti verso Kobane anche da parte di organizzazioni umanitarie, insensibile alle sofferenze della popolazione e dei resistenti di quella città.

Nel campo profughi di Arfat, gestito dalle autorità turche, è obbligatorio l’uso della lingua turca, il campo è gestito in modo militare e solo in esso convergono gli aiuti internazionali, mentre i campi organizzati dalle municipalità curde sono autogestiti. Parte dei profughi di Kobane sta tornando non senza difficoltà nella propria città dopo la liberazione. Kobane necessità di ingenti aiuti per la ricostruzione degli ospedali, delle scuole e delle abitazioni devastati nei mesi di guerra contro l’ISIS. Attualmente non c’è nessuno ospedale e si sta creando una struttura ospedaliera in una scuola; non c’è più nessuna farmacia e su 19 scuole solo alcune possono essere ripristinate. Diverse decine di attivisti che si sono recati a Kobane per prestare il loro aituo sono stati arrestati dalle autorità turche. Migliaia sono le donne di Kobane attualmente disperse.

Nel pomeriggio la delegazione si è spostata presso la sede dell’HDP (partito democratico del popolo) e del BDP (partito democratico regionale). Questi partiti derivano dal partito per la pace e la democrazia messo fuori legge perchè accusato di nazionalismo. Alla riunione erano presenti il coopresidente dell’HDP e la coopresidente del BDP. I rappresentanti dei partiti hanno spiegato che le loro organizzazioni si stanno mobilitando per le prossime elezioni che si terranno a giugno 2015.

Ad Urfa come in altre località c’è l’accademia di partito dove i nuovi membri del partito studiano storia, religione, autonomia democratica, confederalismo democratico, femminismo, genere ed ecologismo. L’HDP è composto da 40 gruppi ed associazioni, dove il gruppo curdo è il maggioritario. Il nuovo corso della politica curda da grande rilevanza al ruolo ed alla partecipazione delle donne alla vita politica nel partito e nelle istituzioni, assegnando ad esse il 50 per cento delle cariche politiche. Nel corso dell’incontro si è sviluppato il dibattito sollecitato dalle domande poste dai partecipanti alla carovana.

21 marzo 2015

Giunti a Suruc è stato comunicato che le autorità turche non avevano concesso nessun permesso per oltrepassare la frontiera. I due pullmini della delegazione italiana si sono recati ugualmente al posto di frontiera con Kobane dove sono stati respinti dall’esercito turco. La delegazione poi è tornata a Suruc presso il centro culturale curdo di questa città, dove ha stilato un comunicato che sarà inviato a diversi organismi internazionali, turchi ed italiani per sollecitare l’apertura permanente del varco di confine Suruc/Kobane, permettendo così l’attraversamento degli aiuti umanitari e di tutti coloro che portano solidarietà ed aiuti alla città di Kobane.

 ARRESTATA LA MARCIA DELLA ‪CAROVANA‬ DI ‪‎SOLIDARIETÀ‬ INTERNAZIONALE ALLE PORTE DI KOBANE (KURDISTAN ‎SIRIA‬) CHE RESISTE A ‪#‎ISIS‬. MA LA ‪TURCHIA‬ (‪NATO‬) DA CHE PARTE STA?

Dopo aver richiesto formale autorizzazione per uscire dalla Turchia, le autorità turche ci hanno negato il permesso in ‪uscita‬, nonostante a ‪‎Kobanê‬, Kurdistan Siria, aspettassero il nostro arrivo! Lasciare la Turchia, dico lasciare! Quindi nessuna motivazione di sicurezza nazionale ci sarebbe potuta essere opposta! E con noi è stato vietato anche al nostro residuo carico a mano di farmaci di lasciare la Turchia per arrivare a Kobanê!

Ci siamo recati comunque al confine, vedevamo Kobanê al di là della rete, ma i militari ci hanno respinto con mezzi blindati.

Abbiamo, quindi, constato direttamente che la Turchia non lascia che Kobanê sia raggiunta liberamente dalla solidarietà internazionale. E’ tutto sotto discrezione turca. Non passano liberamente gli uomini, non passano liberamente i profughi che vogliono ritornare a ricostruire la loro città, non passano liberamente gli aiuti umanitari necessari alla sopravvivenza, né i mezzi necessari alla ricostruzione!

E’ urgente aprire un ‪‎corridoio‬ umanitario permanente per alleviare la sofferenza di Kobane.

I militari dovrebbero essere posti a presidiare i corridoi umanitari, invece di impedirne la libera circolazione.

Ora Vi è chiaro da che parte sta la #Turchia, paese NATO, e alleato ‪‎USA‬? Ora Vi è chiaro perché a Kobane Kurdistan Siria si continua a soffrire per gli attacchi di #ISIS, e ISIS ha buon gioco nella sopraffazione? La verità è che per i massacri di curdi‬, ‪yazidi‬, ‎siriani‬, iracheni‬ ecc. l’ISIS non è ostacolato da nessuno! Quelli contro le popolazioni sotto attacco dell’ISIS sono troppi! Per questo l’ISIS è ancora lì indisturbata!