Karayilan: Dobbiamo essere al fianco del villaggio di Xerabê Bava

Il componente del Consiglio Esecutivo del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) Murat Karayilan ha partecipato al programma speciale della radio Voce del Kurdistan (Dengê Kurdistan) e ha discusso della ferocia dello Stato turco nel villaggio di Xerabê Bava di Nusaybin che è bloccato e assediato da 11 giorni.

Di seguito i punti salienti delle dichiarazioni di Karayilan:

La vita delle persone nel villaggio di Xerabê Bava è a rischio

“La stampa sta parlando dell’assedio in corso nel villaggio di Xerabê Bava di Nusaybin da 11 giorni. Si parla di alcuni martiri rivoluzionari. Il fatto è che non siamo stati in grado di ricevere informazioni chiare e specifiche a questo riguardo. Ma ci sono atrocità enormi in quel villaggio. Il nostro popolo è sotto assedio nel villaggio di Xerabê Bava da 11 giorni. Nessuno sa quante persone sono state massacrate o arrestate finora. L’intero villaggio è stato preso prigioniero. Le persone si trovano incarcerate nelle proprie case. Non gli è permesso nemmeno di nutrire i propri animali. Questi animali stanno morendo di fame. Le vite di queste persone sono a rischio. Non si sa quante persone sono state uccise e quanti danni siano stati fatti. Quello che è noto è che persone sono state torturate sulla piazza del villaggio e che alcuni sono caduti martiri La ferocia sta avendo luogo in quel villaggio in questo secolo. Lì si sta vivendo una seconda Cizre [con riferimento al massacro].

Il fascismo non si fermerà se restate in silenzio

Una settimana fa un cane è caduto in un pozzo e la stampa turca ne ha parlato per 10 giorni. Ne hanno fatto perfino un titolo per tre giorni. Ma cani, pecore e umani sono oggi sono a rischio in un villaggio del Kurdistan. Centinaia di persone sono a rischio, ma i media turchi non pronunciano nemmeno una frase su questo evento. Questo mostra l’ipocrisia del colonialismo e del sistema borghese in Turchia. Dove sono l’umanità, la legge e la democrazia? Parlano di queste cose solo quando riguardano loro stessi.

Alcuni parlamentari e politici curdi stanno cercando di andare nel villaggio, ma lo Stato turco non glielo permette. È chiaro che lì stanno avvenendo crudeltà. Restare in silenzio di fronte a questa crudeltà è allontanarsi dall’umanità. Non solo l’AKP e l’MHP, ma tutti coloro che stanno solo a guardare sono responsabili per questa crudeltà che sta avendo luogo in Kurdistan. Il nemico sta trattando il nostro popolo crudelmente e se restate in silenzio, atrocità e fascismo non si fermeranno. È evidente che se la nostra gente fosse scesa in strada e avesse abbracciato le persone prese di mira in massacri come quello di Cizre, questa crudeltà a Xerabê Bava si sarebbe potuta prevenire. Questo deve essere noto in modo molto chiaro.

Il silenzio del nostro popolo è inaccettabile

È chiaro che lo Stato turco sta punendo il nostro popolo, proprio come ha fatto a Roboskî. In questo caso, il nostro popolo deve stare al fianco di Xerabê Bava proprio come ha fatto per Roboskî. È chiaro che allo Stato non piace questo villaggio i cui residenti hanno protetto la propria identità fin dal passato, è per questo che lo Stato sta assediando il villaggio, bruciando e distruggendo case, malmenando e arrestando persone. Non è chiaro quante persone hanno massacrato. In ogni caso, il silenzio del nostro popolo non è in alcun modo accettabile.

Ho visto politici curdi dire ai media “noi stiamo andando, anche la nostra gente deve venire” il nostro popolo deve rispondere a questi appelli e superare la sua paura e il suo ripiegamento. Ci sono crudeltà e massacro a Xerabê Bava, domani questo succederà anche in altri villaggi [curdi]. Come società curda non dobbiamo restare in silenzio di fronte all’atrocità. Dobbiamo abbracciarci l’un l’altro. Dobbiamo reagire e fare tutto ciò che possiamo. Questo è un diritto del nostro popolo e un obbligo per l’esistenza. L’umanità viene calpestata e ogni sorta di crudeltà vengono commesse in quel villaggio. I curdi devono abbracciarsi l’un l’altro contro questa ferocia. Per esempio, Amed [Diyarbakir] e tutte le altre regioni devono fare iniziative a questo riguardo.

Abbracciarsi l’un l’altro deve essere il carattere del nuovo periodo. In caso contrario, ossia se il nemico non vede resistenza dove attacca, allora non si fermerà. L’alleanza AKP-MHP sta cercando di proseguire la sua esistenza e di costruire la dittatura attraverso la sua ostilità ai curdi e il fascismo in Kurdistan. Ogni curdo quindi deve prendere posizione contro questa alleanza. È il dovere di ognuno farlo. Tutto il popolo turco e tutti coloro che si considerano umani non devono restare in silenzio di fronte a questa crudeltà. Il silenzio è complicità. Tutti devono saperlo. Io credo che la nostra gente si abbraccerà anche di più d’ora in avanti. Questo avviene perché un’iniziativa del genere sta crescendo sia all’intero sia all’esterno del Paese. Certamente il nostro popolo in Europa non dove solo stare a guardare e restare in silenzio di fronte a questa crudeltà. Dobbiamo far sapere al mondo intero gli sviluppi che stanno avendo luogo nei villaggi del Kurdistan. Come curdi dobbiamo abbracciarci l’un l’altro. Stiamo attraversando un periodo così duro.”