Turchia: Curdi in Italia, strage è terrore di Stato

Il massacro di Ankara “è terrore di Stato”. E’ l’opinione dei Curdi in Italia dell’Uiki (Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia), che accusano senza mezzi termini “Erdogan e il suo partito Akp” di essere i presunti “mandanti della strage”.
“Qualunque sia l’esecutore materiale di questa strage -dice all’Adnkronos Ozlem Tarinkulu, presidente di Uiki- è chiaro che si inserisce nel contesto di guerra contro i Curdi e tutti gli oppositori che nelle elezioni del 7 giugno, votando il partito HDP (Partito Democratico dei Popoli), non hanno permesso ad Erdogan di ottenere la maggioranza nel Parlamento turco e trasformare la Turchia in un presidenzialismo centralista con lui al potere. Qualunque sia il gruppo utilizzato come esecutore materiale di questo massacro, i mandanti sono Recep Tayyip Erdogan, il partito dell’AKP e lo Stato turco”.
Il popolo curdo in Turchia “è sotto attacco da parte delle forze speciali dello Stato turco, c’è una guerra anche se questa non è dichiarata ufficialmente a livello internazionale. E’ iniziata -aggiunge la leader dell’Uiki- quando Erdogan e il suo partito hanno interrotto il processo di pace tra lo Stato turco e il leader kurdo Abdullah Ocalan dichiarando che non erano in corso negoziati e che non esiste nessuna questione curda. Possiamo descrivere la situazione cone ‘terrore di Stato’: le forze speciali hanno tutto il potere per attaccare ai civili ed eliminarli anche fisicamente, come negli anni ’90”.
“Il massacro di Ankara è stato fatto proprio perché quella era una marcia per la pace”. La strage “era una risposta anche al movimento curdo che da giorni aveva detto che avrebbe dichiarato il cessate il fuoco per garantire un pacifico svolgimento delle elezioni”. A giudizio di Ozlem Tarinkulu, “la comunità internazionale deve tenere alta l’attenzione e garantire la sicurezza delle elezioni”. I Curdi in Italia, che oggi manifesteranno in varie città, chiedono “all’opinione pubblica, alle organizzazioni della società civile e al mondo della cultura di schierarsi a favore del riavvio del processo di risoluzione democratica della questione curda, della fine delle operazioni militari e della repressione in atto in molte città del Kurdistan e per un processo elettorale libero e trasparente”.
Roma, 12 ott. (AdnKronos)
(Stg/AdnKronos)