Il KNK condanna l’attacco iraniano a Komala e invita i partiti curdi ad agire in unità

Il KNK ha condannato il sanguinoso attacco a Komala a Sulaymaniyah definendolo una continuazione della politica di violenza dell’Iran contro il Kurdistan e invitando le forze curde a rafforzare la propria unità.

La Commissione esecutiva del Congresso nazionale del Kurdistan (KNK) ha rilasciato una dichiarazione scritta in cui condanna l’attacco al Partito Komala dei lavoratori del Kurdistan-Iran, avvenuto oggi a Sulaymaniyah, in cui sono rimasti uccisi nove combattenti Peshmerga.

Il KNK ha espresso le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime, ai loro compagni di lotta e al Partito Komala, augurando una pronta guarigione ai feriti.

La dichiarazione afferma: “Questo attacco dimostra ancora una volta che il regime della Repubblica Islamica dell’Iran intende proseguire i suoi attacchi contro il Kurdistan e la politica regionale ricorrendo alla forza e alla violenza. L’attacco viola i diritti umani, il diritto internazionale e i principi fondamentali volti a proteggere la vita dei civili. Tali metodi non possono essere utilizzati per risolvere i problemi”.

Il KNK ha inoltre ricordato che, in seguito allo scoppio della guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran, le forze politiche nella Regione del Kurdistan e nel Kurdistan orientale (Rojhilat) avevano chiaramente dichiarato che non avrebbero preso parte al conflitto né alle crescenti tensioni regionali. Nonostante tali dichiarazioni l’Iran ha continuato i suoi attacchi, ha affermato il KNK, invitando tutte le forze politiche curde ad adottare una posizione unitaria.

Il comunicato prosegue: “Come KNK, invitiamo tutte le forze e i partiti politici curdi ad agire in unità durante questo periodo delicato e ad adottare una posizione nazionale comune. Opporsi alle politiche belliche, alla violenza, ai piani ostili e ai tentativi di occupazione. Non permettere che tali attacchi creino tensione e divisione tra le diverse componenti della popolazione del Kurdistan”.