Campagna per la raccolta firme: L’attuazione da parte della Turchia del “diritto alla speranza” è decisiva per il successo del processo di pace
A seguito delle continue pressioni e attività di advocacy da parte dell’opinione pubblica, il Comitato dei Ministri ha inserito il caso di Öcalan all’ordine del giorno della riunione di dicembre 2026. Si tratta di un’opportunità cruciale, in occasione della quale il Consiglio d’Europa dovrà prendere posizione sul caso di Öcalan e sul mancato riconoscimento da parte della Turchia del suo “diritto alla speranza”.
Per questo motivo, scriviamo nuovamente al Comitato dei Ministri, esortandolo ad assumere una posizione forte nella riunione di dicembre e a fare pressione sulla Turchia affinché riconosca il “diritto alla speranza” come primo passo per garantire giuridicamente la libertà di Öcalan. La libertà di Öcalan è una condizione necessaria per il successo del processo di pace. Invitiamo a firmare la lettera e a condividerla nelle vostre reti. Il termine ultimo per firmare è il 31 ottobre.
Link per firmare: https://forms.gle/z2i6qyZtPEJoVVZ29
L’attuazione da parte della Turchia del “diritto alla speranza” è decisiva per il successo del processo di pace
A nome della campagna internazionale “Libertà per Öcalan, soluzione politica alla questione curda”, chiediamo al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa di garantire che la Turchia dia attuazione al “diritto alla speranza”, in conformità con le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo nel caso Öcalan c. Turchia (n. 2) e nei relativi casi del gruppo Gurban. La campagna internazionale, avviata il 9 ottobre 2024 con la partecipazione dei movimenti sociali, dei sindacati, dei premi Nobel, degli avvocati, degli accademici, dei giovani, delle organizzazioni femminili, delle ONG, dei rappresentanti eletti e di altri soggetti firmatari, in occasione del suo terzo anniversario rinnova la richiesta di rilascio del signor Abdullah Öcalan, ritenuta necessaria per il successo del processo di pace.
Questo è un momento decisivo per sostenere la Turchia nell’adempimento dei propri obblighi in quanto Stato membro del Consiglio d’Europa e nel portare avanti l’attuale processo di Pace e Società Democratica avviato dal signor Abdullah Öcalan. Dare attuazione al diritto alla speranza rappresenta il passo giuridico essenziale per porre fine al regime di isolamento estremo imposto al signor Öcalan negli ultimi 27 anni e consentirgli, in qualità di principale negoziatore, di partecipare efficacemente al processo di pace.
La riunione dei Delegati dei Ministri del dicembre 2026 rappresenta un’opportunità cruciale per il Comitato dei Ministri di riaffermare il proprio impegno a favore dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti umani attraverso azioni concrete. Una decisione forte a sostegno dell’attuazione del diritto alla speranza aiuterebbe la Turchia a superare l’attuale impasse su questioni così fondamentali, dimostrando al contempo il sostegno internazionale a una soluzione pacifica e democratica della questione curda.
L’Appello per la Pace e una Società Democratica del signor Öcalan, annunciato il 27 febbraio 2025, ha avuto un impatto significativo in Turchia e nell’intera regione. Ha contribuito a ridurre la violenza e a rinnovare la speranza nel dialogo democratico e nella coesistenza pacifica dopo decenni di conflitto. Tuttavia, affinché queste speranze possano concretizzarsi, sono necessari più che mai significativi cambiamenti a livello nazionale e il sostegno della comunità internazionale.
Nonostante i recenti sviluppi legislativi, il signor Öcalan rimane detenuto in condizioni che limitano gravemente i suoi diritti fondamentali e la sua possibilità di comunicare con il mondo esterno. Sebbene siano state introdotte alcune riforme giuridiche, queste non sono sufficienti a garantire una reale democratizzazione e non danno attuazione alle sentenze della Corte EDU. Soprattutto, non affrontano lo status giuridico e le condizioni che consentano al principale negoziatore del processo di pace di svolgere il proprio ruolo — una questione ampiamente riconosciuta come fondamentale per il successo di qualsiasi processo di pace sostenibile.
Chiediamo pertanto al Comitato dei Ministri di garantire la piena attuazione della sentenza della Corte EDU del 2014 nel caso di Abdullah Öcalan, riconoscendo e garantendo l’effettivo esercizio del suo diritto alla speranza. Questo rappresenta il primo passo indispensabile verso la definizione del suo status giuridico e verso la possibilità di un suo contributo significativo a una soluzione democratica e pacifica della questione curda.
Il Consiglio d’Europa ha un’opportunità storica per sostenere uno dei suoi Stati membri nel percorso verso una reale democratizzazione. Vi esortiamo a dare concreta attuazione ai principi del Consiglio, adottando una decisione chiara e attiva nella riunione di dicembre.
Chiediamo inoltre il rilascio di Abdullah Öcalan e che gli siano garantite piena libertà e condizioni che gli consentano di partecipare in modo significativo e senza restrizioni all’attuale processo di pace.
Per adesione; info.uikionlus@gmail.com
