Al congresso dell’HDP a Ankara è stato eletto un nuovo doppio vertice

Mentre l’esercito turco continua la sua offensiva contro il cantone curdi di Afrin nel nord della Siria, domenica a Ankara si sono riuniti circa 32.000 sostenitori del Partito Democratico dei Popoli (HDP) con il motto »Speranza, Coraggio, Determinazione« per il loro terzo congresso. Il congresso avviene nelle condizioni date dallo stato di emergenza, nei giorni precedenti circa 500 iscritti HDP, tra cui delegati e funzionari impegnati nella preparazione del congresso erano stati arrestati per loro proteste contro la guerra. »Ovunque è Afrin – ovunque è resistenza«, hanno scandito le migliaia di persone presenti nonostante le forze di polizia davanti alla sala del congresso.

»L’HDP è partito dei turchi oppressi quanto dei curdi oppressi«, ha scritto il Presidente dell’HDP uscente Selahattin Demirtas in un messaggio di saluti inviato dal carcere di Edirne. Mentre gli altri partiti sarebbero »ladri« guidati dalla corruzione, l’HDP resta una »speranza«. Il carismatico politico che nel 2015 aveva portato l’HDP come primo partito filo-curdo in Parlamento superando la soglia del 10 percento, ha rinunciato di sua volontà alla co-Presidenza del partito dopo sei anni.

Come nuovo vertice del partito sono stati nominati la capogruppo Pervin Buldan e l’economista Sezai Temelli. La curda Buldan ha fatto parte della delegazione che dal 2013 al 2015 ha condotto colloqui di pace tra lo Stato turco e il Presidente del PKK in carcere Abdullah Öcalan. L’economista Temelli proveniente dal movimento turco, per via delle sue posizioni critiche nei confronti del governo ha perso il suo posto all’università di Istanbul.

Saluti sono arrivati al congresso sia dal Partito dell’Unione Democratica (PYD) curdo-siriano che dall’ex Presidente curdo-irakeno Masud Barsani. Al congresso hanno inoltre partecipato numerosi osservatori dall’estero, tra cui politici provenienti da Irlanda, Paesi Baschi, Libano, Francia, Norvegia, Grecia, Palestina e Germania.

di Nick Brauns
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