Rifondazione: “Libertà per Öcalan. Pace, diritti e democrazia per tutti i popoli della Turchia”
Il comunicato diffuso l’11 agosto dalla EU Turkey Civic Commission (EUTCC) richiama l’attenzione su un passaggio importante del processo di pace dopo l’approvazione da parte del Parlamento turco della nuova legge sul rafforzamento della solidarietà nazionale e dell’integrazione sociale.
È un passo avanti, ma la pace non può fermarsi alla fine delle armi. La questione curda non si risolve senza il riconoscimento dei diritti politici, culturali e sociali del popolo curdo e senza una reale democratizzazione della Turchia: libertà politica e di espressione, rispetto della rappresentanza democratica, Stato di diritto e fine della repressione del dissenso.
La nota diffusa nello stesso giorno dal DEM Parti conferma questa valutazione: la legge costituisce un primo passaggio giuridico importante, ma non rappresenta la soluzione definitiva della questione curda. È positivo che il processo venga sottratto alla sola gestione securitaria e riportato sul terreno politico e parlamentare; ora questo passaggio deve tradursi in diritti e democrazia reali.
Resta intollerabile la condizione detentiva di Abdullah Öcalan. Non è possibile riconoscergli un ruolo centrale nel processo di pace e contemporaneamente mantenerlo in condizioni che gli impediscono di comunicare liberamente e di partecipare pienamente al processo. Anche il DEM Parti indica la sua condizione tra i nodi ancora irrisolti.
Rifondazione Comunista chiede la liberazione di Abdullah Öcalan. Siamo da sempre al fianco della lotta del popolo curdo per l’autodeterminazione, la libertà e il riconoscimento dei propri diritti. Ma la questione curda riguarda anche il futuro democratico dell’intera Turchia: la libertà dei curdi, delle opposizioni, delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici e di tutte le forze democratiche appartiene alla stessa battaglia.
Il processo aperto è un’occasione storica e non può essere lasciato a metà. Alla fine della lotta armata devono corrispondere atti politici altrettanto coraggiosi da parte delle istituzioni turche. Una pace vera richiede uguaglianza, diritti, partecipazione democratica e riconoscimento della dignità del popolo curdo. Una soluzione politica della questione curda rappresenterebbe inoltre un contributo decisivo alla pace dell’intera regione.
Anche l’Unione europea deve assumersi le proprie responsabilità. Non può limitarsi a osservare. Deve utilizzare il proprio peso politico nei rapporti con Ankara per sostenere il processo di pace, la democratizzazione della Turchia e il rispetto dei diritti umani. L’EUTCC chiama esplicitamente l’UE e il Parlamento europeo a svolgere questo ruolo.
Libertà per Abdullah Öcalan.
Diritti e autodeterminazione per il popolo curdo.
Democrazia per tutti i popoli della Turchia.
Pace in tutto il Medio Oriente.
Anna Camposampiero, resp. Esteri Prc-Se
Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc-Se
