Karayılan: l’esercito turco non può contrastare le YPG

Murat Karayılan, ha affermato che l’esercito turco non ha la forza di attaccare Efrîn e non può contrastare le YPG.

In un’intervista a Radio Dengê Welat, Karayılan – membro del Comitato Esecutivo del PKK – ha affermato che la Turchia non ha la forza di attaccare Efrîn, citando le operazioni condotte dall’esercito turco contro 70 combattenti delle YPS [Unità di Protezione Civili, attive nel Kurdistan settentrionale, N.d.T.], che sono durate più di 9 mesi.

Ha detto Karayılan: “Fanno credere che lo stato turco entrerà ad Efrîn in un istante, se dovesse attaccare la regione. Il mondo intero dovrebbe sapere che l’esercito turco non possiede una tale forza. Non esiste una situazione del genere. Il popolo di Efrîn e chiunque dovrebbe sapere che questo esercito non ha potuto entrare a Şirnex per 9 mesi, non ha potuto entrare a Nusaybin per 9 mesi. L’esercito turco è rimasto contagiato dalla ‘sindrome di Nusaybin’. Come potrebbero entrare ad Efrîn immediatamente? 60-70 guardie delle YPS hanno difeso Nusaybin. Questo esercito non è riuscito ad entrare ad al-Bab, ha potuto solo con l’aiuto russo. Hanno avuto a che fare con al-Bab per 3 mesi e non riuscivano ad entrarvi. Sono rimasti impotenti. Fanno credere che possono entrare ad Efrîn in qualunque momento vogliano. Ad Efrîn le YPG/YPJ hanno esperienza, ci sono [anche] le SDF. Ci sono state esperienze molto diverse. Hanno sconfitto l’ISIS quando nessuno poteva neanche avvicinarvisi. Hanno preso la capitale dell’ISIS. L’esercito turco non può contrastare le YPG. Se il popolo e le YPG sono uniti, [i soldati turchi] non possono affrontarli. Se verranno, perderanno. Sperimenteranno una sconfitta storica. Verranno e vedranno. Corrono dei rischi, possono venire a provarlo.”

“Crediamo che il popolo patriottico di Efrîn si unirà ai combattenti con il loro coraggio, il loro sacrificio e la loro esperienza e nessuno sarà in grado di affrontarli. L’esercito turco di sicurò non riuscirà a prendere il controllo. Saranno spezzati. Questo è evidente. Come può una forza che non è riuscita a entrare a Nusaybin per 9 mesi, entrare ad Efrîn? C’è un così grande gruppo di forze ad Efrîn, ci sono così tanti patrioti. C’è il popolo arabo. C’è la resistenza dei popoli. Dinanzi alla resistenza dei popoli, le minacce del fascista Tayyip Erdoğan non avranno la meglio. C’è questa situazione però, stanno cercando di creare una [certa] psicologia nella gente, sono impegnati in una guerra psicologica. Cercano di far credere che siano fortissimi. Adesso sono ai piedi della Russia, quindi la Russia approverà la loro invasione. Potranno, così, combattere e far volare i loro aeroplani. Sono completamente dipendenti dalla Russia. Se lo stato turco attacca Efrîn, ciò significa che anche la Russia è d’accordo. Senza l’approvazione di Russia e Stati Uniti, la Turchia non è niente. La Russia ha approvato [l’ingresso ad] al-Bab per sbarazzarsi delle bande ad Aleppo. Non sappiamo cosa chiederà la Russia in cambio, se dovesse approvare l’attacco ad Efrîn. La Turchia, però, potrebbe fare qualunque cosa. Ce lo si può aspettare da Tayyip Erdoğan. Ho detto che Erdoğan è un piazzista. Potrebbe fare qualunque cosa per far dimenticare alla gente le sue ruberie ed evitare la propria caduta. Potrebbe anche mettere in vendita il suo onore. Questa gente è così. Ecco perché ci si dovrebbe aspettare qualunque cosa da loro, ma non li si dovrebbe temere. Se verranno, avranno la loro risposta.”

“EFRÎN NON SARÀ SOLA!”
“Se emerge una situazione del genere, credo che tutti i Curdi e tutta la popolazione si unirà attorno ad Efrîn. Efrîn non sarà sola. Ci sarà una grande forza alle sue spalle. Come è stato forte il sostegno a Kobanê, [anche] Efrîn sarà sostenuta da una grande forza. Tutto il mondo sosterrà questo. Lì sarà fatta nuovamente la Storia. Questa è la nostra speranza e la nostra convinzione. Con questa speranza e con questa convinzione, rendiamo omaggio al popolo di Efrîn. Ci aspettiamo grandi cose da loro, che sono candidati a fare la Storia. Le forze che ci sono lì fanno delle dichiarazioni che si inseriscono in questo quadro. Possiamo capire che prevarranno. Come lo sappiamo? Dalla pratica. La pratica della Turchia e dell’esercito turco è nota. Non possono semplicemente entrare e prendere il controllo. Non hanno la forza per questo. Dall’altro lato, anche il carattere del Kurdistan Rojava e la resistenza dei militanti delle YPG/YPJ sono noti. Facendo un confronto, possiamo affermare che lo stato turco subirà una grossa batosta quando si recherà lì.”

“LO STATO TURCO HA BOMBARDATO XAKURKÊ PER LA PAURA”
“A mezzanotte del 14 dicembre, è stato condotto dai caccia un intenso bombardamento su Xakurkê. Gli attacchi aerei sono prima iniziati a Geliyê Reş, Kaniya Reş, Evdalkovî e Desta Heyatê. Dopo, c’è stato un tentativo di invasione contro aree ufficialmente [poste] sotto la sovranità del Kurdistan meridionale, [aree] note come territori del Kurdistan meridionale. C’è la collina di Siro e le estremità di Mavan a Deşta Heyatê. Sono entrati in queste aree, ma non ci sono guerriglieri qui. Non è un’altura, è come un altopiano. È, quindi, dal lato di Xakurkê, ma non è Xakurkê. Il nemico, però, preso dalla paura ha bombardato Xakurkê e, nel frattempo, faceva avanzare i propri soldati su quel pianoro. [Adesso] occupano la collina di Siro, che era vuota in ogni caso. Non c’erano forze della guerriglia lì. Questo è l’accordo. Non è chiaro se questa operazione si amplierà e si espanderà a Xakurkê. Se si spostano verso Xakurkê, senza dubbio ci sarà grande resistenza. Ci sarà la guerra. Non è facile – o possibile del resto – entrare a Xakurkê. Ci sarà una grande guerra. Adesso, però, sono vicini. Hanno passato Geliyê Reş e il fiume Heci Beg, sono arrivati [fin lì] e stanno tenendo quell’area. È una collina nel sud. Secondo voci [che girano] tra la gente, i governi del Kurdistan meridionale e dell’Iraq sono a conoscenza della situazione e non hanno reagito per niente. Questo potrebbe benissimo essere vero. Perché [i soldati turchi] sono venuti e hanno occupato questa collina? Questa collina si trova su un triangolo. Per tenere l’intera regione, per avere sotto controllo tutte le vie di accesso e di uscita sul confine col Sud Kurdistan, per controllare tutti i movimenti.

“LA TURCHIA È SCONFITTA DALLA LOTTA CURDA NEL MEDIO ORIENTE”
“Lo stato turco e il governo dell’AKP-MHP sono nel loro periodo peggiore. Le loro politiche sul Rojava non hanno condotto a niente. Le loro politiche sul Medio Oriente in generale hanno fallito. Il nucleo delle loro politiche mediorientali era la loro essenza anti-curda. In questo hanno fallito. Avevano orientato le loro politiche verso i Curdi col fine di non far loro ottenere alcun ruolo nel processo di cambiamento e trasformazione dell’intera regione. Volevano anche controllare la situazione nel Kurdistan meridionale e indebolirlo. Questa non è la prima volta che parliamo di ciò. Diciamo queste cose da 4-5 anni a questa parte. Vedete, si sono presentate alcune opportunità, la politica del Kurdistan meridionale ha commesso degli errori, lo stato turco è intervenuto immediatamente, [i turchi] si sono recati in Iran e in Iraq e hanno formato un’alleanza. Hanno fatto tutto quello che hanno potuto per indebolire la posizione del Kurdistan meridionale.”

“Lo stato turco vede i propri successi nella sconfitta dei progressi dei Curdi. Questo, nondimeno, non significa nulla se sai restare in piedi. Non c’è spazio per tali comportamenti in politica. Com’è noto, [i turchi] usano [sempre] le stesse politiche di opposizione contro il Rojava. Come esposto in precedenza, hanno impiegato le stesse politiche anche a Cizre e Silopi. Adesso usano le stesse politiche dappertutto, ma sono stati sconfitti. Hanno perso contro il Rojava. Dall’inizio, hanno usato al-Nusra e i gruppi autonominatosi “Esercito Siriano Libero”, fino al 2014. Sono stati sconfitti. Quindi hanno impiegato l’ISIS, che è stato sconfitto pure. Adesso si espongono in prima persona, con le bande che tengono sotto il loro controllo. Tutti sanno che queste non rappresentano una volontà, sono agenti, mercenari e forze paramilitari.”

“Lo stato turco ha fallito nelle proprie politiche sul Medio Oriente, in Siria, contro i Curdi, nel Nord, in Rojava. Le loro politiche contro i Curdi e il Kurdistan hanno fallito. Adesso stanno tentando di coprire la loro sconfitta e le loro ruberie con un’operazione [militare]. Perché? Vedete, negli Stati Uniti è al momento in corso il caso Reza Zarrab. Questo caso riguarda particolarmente Tayyip Erdoğan. I crimini e il latrocinio di Tayyip Erdoğan e della sua rete possono essere visti chiaramente. L’AKP e Tayyip Erdoğan sono profondamente spaventati da [tutto] questo.”